Faenza e la ceramica: una città di forme e di colori.

Guest post a cura di Laura Gramantieri | Blog: Giro, vedo gente, faccio cose…

Dici ceramica, dici Faenza.

Lo stesso toponimo  è diventato ormai sinonimo di ceramica in moltissime lingue, tra cui il francese faïence e l’inglese faience.

A pochi giorni dalla sua conclusione, continua a risuonare l’enorme successo di Argillà Italia, Festival Internazionale della Ceramica, l’appuntamento biennale che, dal 2008, vede l’intera città di Faenza ospitare artigiani ed artisti da tutto il mondo per presentare al pubblico i loro lavori e le loro opere grazie al sostegno dell’ amministrazione comunale e alla preziosa collaborazione del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.

Il Museo, fondato da Gaetano Ballardini nel 1908, rappresenta il più importante museo del mondo completamente dedicato alla ceramica. La ricchissima collezione, che si compone di 60.000 pezzi, offre al visitatore opere da tutto il mondo frutto di una storia millenaria: ceramiche precolombiane, mediorientali, dall’estremo oriente e da tutta l’Europa. Capolavori moderni e contemporanei rappresentano l’opera di maestri della storia dell’arte quali Picasso, Matisse, Chagall, Leger, Fontana, Burri e molti altri.

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Girovagando per le strade gremite di stand, sbirciando all’interno dei laboratori ceramici aperti al pubblico fino a tarda sera, l’impressione era quella di essere ad una grande festa in grado di divertire e incuriosire sia adulti che bambini attraverso eventi particolari come le performance al tornio o i laboratori per plasmare l’argilla facendone qualcosa di unico ed irripetibile; oltre ad intrigare il visitatore più attento, interessato all’arte e all’artigianato a livello internazionale.

Anche Italian Stories è presente a Argillà grazie alla collaborazione con due artigiani ceramisti e con il Museo Internazionale della Ceramica.

Tra i 250 espositori in mostra a Faenza. erano presenti anche due ceramisti di Italian Stories. Linda, giovane decoratrice di maiolica di Cagli (Pesaro Urbino), che realizza decorazioni delicate, fini, geometriche, dalle tonalità tono su tono, e Giuseppe, ceramista di Villamagna (Chieti) che, con la sua azienda a conduzione familiare, da oltre trent’anni è un punto di riferimento dell’arte ceramica abruzzese nel mondo.

Argillà ha confermato di essere un Festival dove arte e artigianato si coniugano e si confondono perfettamente. Ad Argillà si possono acquistare oggetti di uso quotidiano a prezzi contenuti così come si possono trovare ed ammirare oggetti ornamentali di notevole qualità tecnica, pezzi unici, in rappresentanza di tutte le tendenze della ceramica contemporanea sia dal punto di vista dei materiali che dei decori.

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La manifestazione si è ormai conclusa ma moltissime sono le mostre inaugurate nell’ambito della quinta edizione di Argillà Italia ancora in corso. A partire da quelle proposte dal MIC, il Museo Internazionale delle Ceramiche.

Keramiksymposium a Gmunden presenta i lavori in ceramica realizzati dai partecipanti all’edizione 2015 del laboratorio sperimentale di altissimo livello, tenuto in Austria, in grado di far dialogare artisti provenienti da nazioni differenti e con percorsi vari che hanno lavorato, producendo numerose opere, cercando di trovare nuovi orizzonti e nuove prospettive anche per il loro percorso personale.

Colori e forme della ceramica coreana espone venti oggetti a documentare la straordinaria ricchezza della ceramica coreana di millenaria tradizione.

Altro evento di rilievo, inaugurato presso il Museo Carlo Zauli, è la mostra Around the nature di Shozo Michikawa, uno dei più importanti esponenti della grande tradizione artistica giapponese, già protagonista di Argillà con un workshop proprio all’interno del Museo Zauli e una originalissima performance al tornio in Piazza del Popolo.

Il Museo Carlo Zauli è un museo innovativo e sperimentale nato nel 2002 per promuovere il lavoro di Carlo Zauli, uno dei più rappresentativi scultori ceramici del Novecento italiano, ma che si propone di esplorare e diffondere l’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni, rivolgendo un’attenzione particolare, ovviamente, alla ceramica, materiale della tradizione locale. Alla collezione permanente dedicata alle opere di Carlo Zauli, il Museo, dal 2004, affianca una collezione contemporanea “in fìeri” nel senso che va espandendosi di anno in anno esponendo lavori realizzati all’interno dei propri laboratori da giovani artisti emergenti.

Faenza, anche all’indomani di Argillà, è una città da scoprire. È un luogo ricco di fascino, di storia e di tradizioni. Un luogo dove terra, acqua e fuoco, mescolati sapientemente dalle mani dell’uomo, danno origine a manufatti sorprendenti in grado di ammaliare il pubblico più vario.

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Se la ceramica è un materiale che ti incuriosisce non c’è luogo migliore di un laboratorio di Italian Stories per scoprirne tutti i segreti. Scegli qui il tuo workshop preferito, da solo, con gli amici o con la tua famiglia.