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GAETANO | Artigiano del bucchero

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LA STORIA

Occuparmi oggi del laboratorio di famiglia e che porta il nome di mio padre, è per me non soltanto motivo d'orgoglio, ma occasione per ricercare, nei complementi d’arredo, sempre nuovi equilibri nella purezza e linearità delle forme.
Si perché il bucchero, ceramica di tradizione millenaria, ma monocroma, impone una continua ricerca di forme innovative e lo sviluppo delle tecniche di lavorazione.
Queste ultime, molto laboriose e consistenti nel levigare le superfici dei pezzi, creati dall’argilla, con stecche di legno di bosso per ottenere la loro lucidatura e successivamente la loro colorazione nera attraverso la cottura nel carbone, debbono essere continuamente affinate al fine di ottenere superfici perfettamente omogenee e sfumature di colore controllate in grado di impreziosire l'oggetto.
Ecco allora che il modo di lavorare attraverso la sperimentazione, acquisito nel laboratorio voluto negli anni trenta da mio padre una volta diplomatosi in scultura presso l’accademia di Belle Arti di Perugia e di cui alcune opere presenti al Museo della Ceramica di Valencia in Spagna, hanno rappresentato una costante anche nella mia formazione ed esperienza professionale di architetto.
La predilezione per le forme pulite, per le linee semplici mi ha consentito di raggiungere pregevoli effetti tanto che alcune mie creazioni sono state esposte a New York nell'ambito delle iniziative svolte per celebrare il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America.
Ceramica ed architettura, un binomio di interessi di sicuro effetto che mi causa spesso frenesia accompagnata da una cortocircuito creativo che mi ha portato alla pubblicazione di testi sul patrimonio architettonico della mia splendida Gubbio e che mi porta a creazioni in bucchero di cui non vorrei privarmi.

GAETANO | Artigiano del bucchero


LA STORIA
Occuparmi oggi del laboratorio di famiglia e che porta il nome di mio padre, è per me non soltanto motivo d'orgoglio, ma occasione per ricercare, nei complementi d’arredo, sempre nuovi equilibri nella purezza e linearità delle forme. Si perché il bucchero, ceramica di tradizione millenaria, ma monocroma, impone una continua ricerca di forme innovative e lo sviluppo delle tecniche di lavorazione. Queste ultime, molto laboriose e consistenti nel levigare le superfici dei pezzi, creati dall’argilla, con stecche di legno di bosso per ottenere la loro lucidatura e successivamente la loro colorazione nera attraverso la cottura nel carbone, debbono essere continuamente affinate al fine di ottenere superfici perfettamente omogenee e sfumature di colore controllate in grado di impreziosire l'oggetto. Ecco allora che il modo di lavorare attraverso la sperimentazione, acquisito nel laboratorio voluto negli anni trenta da mio padre una volta diplomatosi in scultura presso l’accademia di Belle Arti di Perugia e di cui alcune opere presenti al Museo della Ceramica di Valencia in Spagna, hanno rappresentato una costante anche nella mia formazione ed esperienza professionale di architetto. La predilezione per le forme pulite, per le linee semplici mi ha consentito di raggiungere pregevoli effetti tanto che alcune mie creazioni sono state esposte a New York nell'ambito delle iniziative svolte per celebrare il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America. Ceramica ed architettura, un binomio di interessi di sicuro effetto che mi causa spesso frenesia accompagnata da una cortocircuito creativo che mi ha portato alla pubblicazione di testi sul patrimonio architettonico della mia splendida Gubbio e che mi porta a creazioni in bucchero di cui non vorrei privarmi.
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LE ESPERIENZE DI GAETANO

SPECIAL

BUCCHERO, LA CERAMICA NERA

Gaetano, artigiano del bucchero

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La giornata inizierà con una breve presentazione del nostro laboratorio ed una introduzione alle principali tecniche di lavorazione della ceramica soffermandoci, in particolare, sul bucchero. A questo punto saremo pronti a mettere in pratica quanto descritto, ma prima dovremo prendere dimestichezza con gli attrezzi. Indosseremo allora un grembiule e puliremo il pezzo, sino a togliere i segni della tornitura, con carta vetrata e lana di ferro. Completata queste operazioni lucideremo la sua superficie, strofinandola con stecche di legno di bosso per poi inciderla scegliendo la tecnica di decorazione tra disegno a mano libera o spolvero. Alle 12.30 è prevista una pausa pranzo, mangeremo senza l'ausilio delle posate, ma soltanto con le mani, dei prodotti locali (crescia - nostro pane non lievitato a forma circolare e cotto sui carboni che può essere farcito con formaggi,salumi, verdura cotta, salsicce). Per completare il lavoro non ci resterà che colmare le incisioni con oro o platino, apportandoli con piccoli pennelli. Dopo aver firmato il pezzo, dovremo attendere la sua asciugatura prima di procedere alla cottura. Questa avverrà in un successivo momento ed in aperta campagna, proprio perché prevede l’impiego di carbone con la conseguente formazione di molta polvere nera ed in un momento in cui vi siano numerosi pezzi da introdurre nel forno. Ultimata la cottura che consiste nel raggiungere circa 900 °C. in dieci ore ed il successivo raffreddamento in quarantotto ore. Ti faremo pervenire gratuitamente il pezzo, in qualsiasi destinazione Italiana. La giornata si chiuderà nella piazza più bella di Gubbio, di fronte al Palazzo dei Consoli che raggiungeremo per mezzo di un ascensore limitrofo al luogo dell’incontro e parleremo, sorseggiando un aperitivo, dell’architettura medievale, delle dimensioni e della forma del Palazzo derivante dall’applicazione di rapporti simbolici legati alla numerologia esoterica.

GUBBIO, Pg

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ODR

Italian Stories è stato finanziato sul programma Operativo FESR 2007-2013 della Provincia Autonoma di Trento anche con il contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale